ACUSTIMANTICO
 


Torna Acustimantico, bella boccata d’ossigeno nel mondo un po’ asfittico della canzone d’autore italiana, mutuando con intelligenza e misura, echi di musica balcanica e distillate nuance jazz. Tempo di passaggio, il disco in uscita per la Helikonia (distribuzione Egea), è il loro sesto lavoro.  Quattordici canzoni che si guardano attorno, attingono dall’attualità. «Raccontiamo la crisi e le sue facce -dice Danilo Selvaggi, l’autore dei testi, di fatto l’elemento (non musicante ma fondamentale) aggiunto- ma anche la capacità di una rigenerazione collettiva. L’arte e la canzone non devono mai nascondersi nulla e proprio questo è un segno di speranza». Una sfida continua, un’esigenza di confronto fra mondi diversi alla radice della ricerca musicale - e lessicale - della band. Psico A è una arzigogolata suite di sette minuti, una delizia quasi psichedelica con agganci verso il free jazz. Ma il disco si immerge nel presente raccontando in tre canzoni la «primavera araba». Piccolo carro di frutta in fiamme, ovvero la tragedia di Mohamed Bouazizi e il suo gesto estremo che attraversa il Nord Africa e il Medio Oriente facendosi rivoluzione. E poi Libano e l’azzeccata cover di Punk Islam dei CCCP, con tanto di vocalizzi di Raffaella Misiti. Gli Acustimantico sono operai di un laboratorio musicale artigianale che lavorano sui dettagli... A illustrare la copertina. due foto del grande fotografo Mario Giacomelli: «Sono immagini meravigliose -sottolinea Selvaggi- che in qualche modo ci restituiscono il senso del tempo di passaggio... Scatti dall’alto giocati sul contrasto tra bianco e nero, da un luogo indefinito. In qualche modo un anelito di speranza».

Il Manifesto, Stefano Crippa.



Disco numero 4" ha un fascino e una complessità che trascinano. È la bellezza fatta musica, l'eleganza scesa in terra, la competenza e la follia che corrono a braccetto.

Bielle News, Leon Ravasi



Em”, trasposizione ragionata su disco dell'omonima piccola opera, è un lavoro coraggioso, decisamente culturale, capace di scavare nell'animo della migrazione forzata fatta di italiani, irlandesi, greci e polacchi, dal presente inclemente e dal futuro incerto ... Gli Acustimantico creano una colonna sonora ideale e perfettamente coerente con il tema. Ci sono canzonette d'epoca, sussulti jazz, sprazzi world...Tante vie diverse quante sono le aspettative e i destini delle miserie del vecchio mondo  che cerca riscatto in un mondo più nuovo.

Jam, Roberto Caselli



E un talento acuminato, amaro, sognatore, quello che muove la band. Impongono il loro stile solo all’apparenza divagante, un mondo frantumato in una miriade di personaggi che si inseguono, si intrecciano e si perdono nei fuori campo: la loro meticolosa dissezione dei generi; gli eroi ridotti a dimensioni umane; la visione lucida e consapevole della storia. Possiedono tutto questo gli Acustimantico”

Jam, Federico Scoppio



Hanno scritto di loro che sono dei novelli Avion Travel ma non pare esatto: è più come se un Capossela meno teatrale incontrasse l'ultimo Fabrizio De André, è Pascal Comelade che fa comunella con Bregovic, e scusate se è poco”.

Audio Review, Eddy Cilìa,



Autentico piccolo collettivo che vive nell'interazione perfetta di ruoli all'apparenza  delimitati ma che non fatichiamo a immaginare 'aperti', la band produce una musica che si stende sulla classicità  della canzone italiana contaminandola  di tocchi jazzy  e colorandola delle mille musiche folk mediterranee, in primis quelle balcaniche. Bravissimi

Blow Up, Stefano I. Bianchi



"Santa lsabel` è l'album della maturità di uno dei gruppi più raffinati e originali della nuova canzone d'autore italiana. Un album corposo e rarefatto allo stesso tempo, in cui si fondono, con sventaglio di classe (tecnica e istintiva, compositiva ed esecutiva), le due anime di Acustimantico: la vèrve balcanico-popolaresca di cui s'era riempito la pancia lo scorso disco - che qui ritroviamo in Musica immaginaria e Pablo, Garcia e gli altri - e la jazzosa fantasia dolce che pervadeva maggiormente il primo ep capace d'innamorarti il tempo di sei canzoni. "Santa lsabel" è un progetto rotondo e completo, con un'identità precisa, fatta di un'anima densa che sa esprimersi con la levità di un velo ma anche con l'energia di un fuoco d'artificio. Il tutto scritto, arrangiato e suonato molto bene e cantato alla grande.

L’isola che non c’era, Giorgia Fazzini



Acustimantico: la cosa migliore vista e sentita sul palco di Recanati: canzone d'autore che sboccia verso il resto del mondo. Maiuscoli.

Kataweb  Musica, Enrico Deregibus



Uno dei più interessanti gruppi emersi in questi ultimi anni”.

L’Isola che non c’era, Alberto Bazzurro



Gli Acustimantico riescono a miscelare varie musiche e sensazioni sonore, per un risultato finale inaspettato e davvero affascinante… Per loro si sta aprendo davvero una bella stagione.

Musica di Repubblica, Luca Damiani



Gli Acustimantico portano avanti un singolare lavoro di ricerca, destreggiandosi con perizia, ispirazione e classe tra canzone d'autore e folk in senso lato… La loro attitudine ben poco lineare, i temi trattati e le complesse architetture musicali dicono di una realtà inconsueta e suggestiva, alla quale vale la pena di prestare attenzione”.

Il Mucchio Selvaggio, Federico Guglielmi



Etichettati frettolosamente come dei nuovi Avion Travel, gli Acustimantico sono, innanzitutto, una sfida alle etichette. I due album all'attivo nascono da un'estrema curiosità intellettuale, da una ricerca trasversale che si nutre di Paolo Conte, ma anche di Stanley Kubrick,di Goran Bregovic e al contempo di Woody Allen”.

Musica di Repubblica, Gianluca Veltri



Un gioiello, perfettamente sospeso fra colto e popolare.

Rockstar, Mauro Petruzziello



Lotta di classe e d’amore è uno dei gioielli del disco, dalla ritmica vagamente bregoviciana. E anche Radio è incalzante, con piccoli interventi noise (molto delicati) e testo e cantato incalzanti. E’ difficile identificare Acustimantico con un solo genere musicale: musica popolare? Jazz? Musica etnica? Ogni tanto sembra di ritrovarci echi dei lavori di ricerca del John Renbourn di “Enchanted Garden” o “A maid in Bedlam”. Musica d’autore senz’altro. A tutto tondo.

Accordo on line, Leon Ravasi



Suoni minimali che fanno venire in mente il rumore della neve  catturato da Björk in Vespertine, e poi tabla, congas e djembe, fino alla big band di fiati che accompagna la citazione di un dialogo del "Dottor Stranamore" di Kubrick. E’ arrivata “la bella stagione”.

Carta,  Jacopo Di Giovanni



Chi ha avuto la fortuna di assistere ad un loro concerto esce con due constatazioni. La prima è quanto la musica sia capace di evocare luoghi dell’anima, sensazioni, immagini cinematografiche, profumi. La seconda è quanto possa essere cieco e autolesionista il mercato discografico italiano. Con “La bella stagione” gli Acustimantico non trascurano niente, autoproducendo un disco ben al di sopra di tutto quello che viene sparato per radio venti volte al giorno dalle faraoniche produzioni delle major.

Liberazione, Sandro Podda


Home       Tempo     Il gruppo     I dischi      Scrivono     Contatti